IL RISARCIMENTO DELL’ AFFIDAMENTO INCOLPEVOLE NELLA LEGITTIMITÀ DI UN ATTO AMMINISTRATIVO POI ANNULLATO IN SEDE GIURISDIZIONALE


L’ Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con sentenza n. 20 del 29/11/2021, si è pronunciata, a seguito dell’Ordinanza della Sez. IV del medesimo Consiglio di Stato n. 3701 del 11/05/2021 remittente, su questioni relative alla responsabilità della Pubblica Amministrazione per l’affidamento suscitato nella destinataria di un provvedimento ampliativo illegittimo, poi annullato dal Giudice Amministrativo.

La vicenda riguardava una variante al Piano Regolatore di un Comune marchigiano che aveva reso un’area edificabile: variante che successivamente, in esito ad un ricorso al TAR su iniziativa del privato che abitava nell’area vicina a quella resa edificabile, era stata successivamente annullata dal Giudice Amministrativo per molteplici vizi di illegittimità.

Nelle more era successo che la destinataria della variante, assistita della scrivente, rimasta inizialmente all’oscuro delle vicende giudiziarie che riguardavano quell’area, l’aveva acquistata confidando, in buona fede, nella sua natura edificabile e quindi ne aveva corrisposto il relativo prezzo. 

Dopo di che è stata costretta ovviamente a demolire il manufatto che nel frattempo aveva edificato.

Di qui la Signora esperiva azione di condanna al risarcimento danni ex art. 30 c.p.a.: il TAR Marche con sentenza n. 268 del 26/05/2020 accoglieva il suo ricorso.

Il Comune proponeva appello al Consiglio di Stato: di qui la remissione all’Adunanza Plenaria.

I profili sui quali l’Adunanza Plenaria si è pronunciata sono molteplici: tra essi meritano rilievo:
quello della giurisdizione, che l’Adunanza Plenaria riconosce innegabilmente in capo al Giudice Amministrativo per una serie di interessanti motivazioni recate nei punti da 1 a 12 della sentenza;
e quello che riguarda la possibilità di configurare un affidamento incolpevole, dunque risarcibile, in capo al soggetto che abbia, senza sua colpa, confidato nella legittimità di un atto amministrativo poi annullato in sede giurisdizionale.

Ebbene, sul profilo dell’affidamento, l’Adunanza ha dichiarato che l’affidamento del privato è tutelabile in via risarcitoria in quanto ragionevole:  “id est incolpevole”… punto 17 sentenza.
Ha altresì dichiarato che “il grado della colpa dell’Amministrazione … va correlato al profilo della riconoscibilità dei vizi di legittimità” - punto 18 sentenza.

Ha così affermato il seguente principio di diritto: “La responsabilità dell’Amministrazione per lesione dell’affidamento ingenerato nel destinatario di un suo provvedimento favorevole, poi annullato in sede giurisdizionale, postula che sia insorto un ragionevole convincimento sulla legittimità dell’atto, il quale è escluso in caso di illegittimità evidente o quando il medesimo destinatario abbia conoscenza dell’impugnazione contro lo stesso provvedimento”.

In esito l’Adunanza Plenaria ha rimesso il giudizio di appello ai sensi dell’art. 99, comma 4, c.p.a., alla Sez. IV del Consiglio di Stato, che con recentissima sentenza n. 3179 del 26/04/2022,  ha messo la parola fine a tutta la vicenda confermando la sentenza del TAR Marche e condannando l’Amministrazione comunale al risarcimento dei danni e alle spese.
 
Avv. Alessandra Ranci
Foro di Ancona

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