IN RICORDO DI LUIGI DI MURRO


Grazie Luigi per tutto ciò che hai rappresentato e per la forza che, ancor più, il Tuo Esempio e il Tuo Ricordo infonderà alle nostre azioni.
Terremo bene a mente l’insegnamento che ci hai lasciato: “Bisogna pensare sempre in grande”.

Non è semplice, direi che in realtà è quasi impossibile, definire in brevi tratti la Figura di Luigi.

Era una grande persona e ci ha lasciati all’improvviso.
Totalmente increduli. 
“Mi spezzo, ma non mi piego” fu come si descrisse quando, nel novembre del 1985, mi presentai a lui, Direttore della Delegazione della Corte dei conti, nella veste di semplice impiegato. Solo in seguito ricollegai l’affermazione alla sua esperienza di Allievo della Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli, di cui è sempre stato fiero.
Luigi si sarebbe potuto solo spezzare, ma mai piegare o tirare indietro. Giovedì scorso l’avevo contattato per proporgli una nuova iniziativa e già lo immaginavo preso dal nuovo e delicato incarico, con l’impegno sempre profuso in tutte le attività alle quali ha votato la sua esistenza. Tra queste, in particolare, quelle legate ai temi: della legalità, della diffusione del “Sapere Giuridico”, della Sua Ancona.

Quanto alla legalità.
Altissimo è stato il suo senso di Giustizia coltivato e perseguito prima come funzionario della Ragioneria dello Stato e poi Magistrato della Corte dei conti per oltre 35 anni. La Sua concezione del Diritto, quale strumento di attuazione dei valori costituzionali e non un insieme di costrizioni e vincoli, ha anticipato di oltre un decennio recenti sviluppi della giurisprudenza costituzionale, in particolare nella materia tributaria. Non a caso, dunque, è stato anche un eminentissimo Giudice tributario che ho avuto il privilegio e l’onore di avere come Presidente di Sezione nel periodo in cui ho svolto le funzioni di Magistrato tributario.
Nell’ambito della giurisdizione pensionistica è stato un indiscusso punto di riferimento di tutta la giurisprudenza della Corte dei conti per decenni. Ma è nei giudizi di responsabilità amministrativa, in ragione della peculiare conformazione degli stessi, che maggiormente esplicava il motto, divenuto poi emblematico, richiamato in più occasioni: “Rigore nel giudizio; misericordia nella decisione”.
Un flash al riguardo è quello della volta che, alla Corte di Bologna (anno 1998), si era nello stesso Collegio: mettemmo in minoranza il Presidente (“Misericordia nella decisione”). Ricordava Luigi, sorridendo, che quel Presidente non ci inserì più nei Collegi insieme. Pragmatico, essenziale, finalizzato al “fare”, ha rivoluzionato gli assetti dell’organizzazione della Corte, innanzitutto contribuendo al decentramento regionale delle Sezioni e delle Procure contabili. Fu esponente di punta, dalla fine degli anni ’80, della nuova classe di giuristi, individuanti nell’informatica giuridica un fondamentale strumento per il conferimento di effettività alla funzione giurisdizionale. Ricorda nel suo messaggio di cordoglio il Presidente della Corte dei conti che il suo primo incontro con Luigi fu proprio a un corso di formazione sul Sistema Italgiure della Corte di Cassazione. Tanto ha poi messo in pratica, arrivando anche a dematerializzare  - primo di ogni altro -  le linee di attività degli Uffici che ha diretto con risultati inimmaginabili, a quei tempi, per tutte le altre Sezioni giurisdizionali della Corte.

Quanto alla diffusione della cultura giuridica.
È lui stesso a richiamare in un suo scritto che “dal 1986 ho cominciato a riunire in casa, a mo’ di salotto culturale, giovani laureati in Giurisprudenza desiderosi di approfondire le tematiche del diritto. Il Gruppo, per il normale passa parola, si è infoltito talmente da dover ricercare nel 1998 una idonea sede esterna e, sul finire del 1999, ci siamo costituiti, per atto pubblico, in Associazione senza scopo di lucro denominata “Accademia Marchigiana di Logica Giuridica”.
Il motto dell’Accademia è “TENE RIGOREM IN DISCUSSIONE IUSTITIAE MISERICORDIAM IN DEFINITIONE SENTENTIAIE”. (Rigore nel giudizio; misericordia nella decisione)”.
L’ Accademia è la sua creatura e Luigi ne è sempre stato il Presidente.
Un'intera generazione di giuristi è cresciuta e si formata al suo interno. Giovani divenuti Magistrati, Docenti di discipline giuridiche, Avvocati, Dirigenti di Amministrazioni pubbliche.
Innumerevoli nell’arco di oltre un ventennio sono state le iniziative realizzate: corsi di formazione, seminari, tavole rotonde, tutte svolte senza fine di lucro e allo scopo della diffusione del “Sapere giuridico” in particolare in favore dei giovani; significativi al riguardo erano gli “incontri dei martedì”, nei quali finanche i neo-laureati e gli studenti laureandi potevano rapportarsi direttamente con esperti Amministratori, Docenti universitari, Magistrati, rappresentanti delle Forze dell’Ordine, in un confronto su innumerevoli temi del diritto sempre attuali e dalle prospettive evolutive.
Una grande palestra del Diritto, con confronti anche molto serrati, dove chi più “aveva” più metteva il suo “Sapere” a disposizione di chi intenzionato a crescere.
Una iniziativa per la quale Luigi deliberatamente scelse di svolgere la carriera di Magistrato contabile in altre regioni, per non incorrere in incompatibilità. Non è questo un aspetto secondario considerati i costi, non solo economici, associati agli oltre quindici anni trascorsi in assegnazione presso le Sedi di Bologna, Roma, Trento e Bologna ancora.
L’ Accademia, per ciò che ha rappresentato e rappresenta, costituisce la Sua eredità più tangibile.
A noi sta quindi la responsabilità di saperla amministrare e sviluppare nel solco delle prospettive che ci ha indicato.

La Sua Ancona.
Era nato a Jesi. Un aneddoto al riguardo è ciò che avvenne all’orale del concorso dell’anno 1980, che lo investì Magistrato contabile: a un certo punto un Commissario d’esame, il Prof. Sabino Cassese, gli chiese, un po' provocatoriamente, il nome di tre persone famose nate a Jesi. Luigi rispose come sempre repentinamente: “Io, Gaspare Spontini e un po' più in là Federico II ”. Era il suo stile spiazzare tutti, con affermazioni da lui stesso definite “DiMurrate”.
Era di Jesi, ma divenne Ancona la Sua Città di elezione e per Lei avrebbe dismesso anche la Toga. In molti provammo a dissuaderlo dal partecipare alle elezioni amministrative dell’anno 1993, per la carica di Sindaco. Sembrava che la disfida si limitasse ai “Primari”: il Gastroenterologo Galeazzi e il Cardiologo Marcelletti. Invece fu lui, a sorpresa, ad andare al ballottaggio con il primo. Ma la sua schiettezza e la sua rigorosità poco si conciliavano con l’esigenza dell’apparire “politico”, specie di quegli anni.
Alla domanda della Stampa “che cosa ci si deve aspettare se sarà eletto Sindaco ?”, la sua risposta fu, come sempre, transhant: “Lacrime e sangue”.
Luigi è apparso spesso come un personaggio scomodo, ma è sempre stato grande.
A distanza di tanto tempo, si può dire che quell’esperienza ci ha restituito il Luigi che abbiamo tutti conosciuto.

Alle tante iniziative sul fronte sociale, perseguite e realizzate, farà per me da oggi sfondo la sua raccolta di immagini “Scoprire Ancona Passeggiando”  - fotografie di ventisei monumenti, con notizie storiche, e paesaggi -  nella quale si è firmato, significativamente, “Anconetano per scelta”.
Un’opera edita a sue spese e donata al Lions Club “Ancona Colle Guasco”, di cui è stato anche il Presidente, per il finanziamento di iniziative sociali.
E in tema di paesaggi cittadini, le sue proverbiali passeggiate lo avevano reso un elemento di associazione ai luoghi più caratteristici della Città.
Non v’è chi non l’abbia incontrato, almeno una volta, vuoi al Porto, al Duomo, vuoi sul Viale. Tra le testimonianze al riguardo ricevute mi piace richiamare la seguente: “Ho ancora negli occhi la sua figura che si staglia nel viale della Vittoria. La sua andatura decisa ma pronta a sostare per raccogliere spunti di riflessioni dai suoi interlocutori. Una rassicurazione nel caotico ed indifferente scorrere del tempo. Il tessuto cittadino non sarà più lo stesso”.

Grazie Luigi per tutto ciò che hai rappresentato e per la forza che, ancor più, il Tuo Esempio e il Tuo Ricordo infonderà alle nostre azioni.

Terremo bene a mente l’insegnamento che ci hai lasciato: “Bisogna pensare sempre in grande”.

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